Partita IVA costi

Se dovessimo scegliere l’argomento più spinoso quando si parla di lavoro autonomo, probabilmente il tema dei costi sarebbe nei primi posti del podio. In particolare, la questione dei costi della partita IVA ha da sempre suscitato molto interesse; oltre ad altrettanta confusione. Vediamo quindi di chiarire i principali aspetti legati alla partita IVA e alla sua gestione nel tempo.

Cosa fare con la partita IVA?

Prima di vedere nello specifico quelli che sono i costi legati all’apertura della partita IVA , nonostante la popolarità che lo contraddistingue in questi ultimi anni, è bene fare il punto della situazione sulla natura di questo strumento. Al riguardo ti consigliamo i seguenti approfondimenti:

I costi della partita iva

Dopo una breve ricognizione generale, è il momento di affrontare il discorso dei costi della partita IVA. Per farlo, cercheremo di essere estremamente semplici e diretti. Come? Semplice, rispondendo una volta per tutte alla domanda che tutti i giorni molti come te si fanno: la partita IVA costa? Ebbene,  l’apertura della Partita IVA non presenta di per se nessun costo diretto. I costi emergono nel momento in cui la stessa deve essere mantenuta nel corso del tempo.

Di seguito ti proponiamo un elenco puntato in cui riassumiamo le principali voci di costo legate alla p. IVA:

  • Costo del commercialista: nel momento dell’apertura, non per forza bisogna avvalersi di un dottore commercialista, poiché – se per te non è un problema – potrai benissimo presentare il relativo modello per l’apertura in totale autonomia. Ad ogni modo, la figura del commercialista diverrà necessaria per la gestione annuale della partita IVA: per questo il costo del professionista varierà a seconda diversi elementi, come l’attività svolta, e in generale a seconda della mole di lavoro;
  • Costo d’iscrizione alla Camera di Commercio: nel caso degli autonomi, questa spesa sarà facoltativa, ma – per le ditte individuali – l’iscrizione al registro camerale è obbligatorio e costa circa 100 € all’anno;
  • Contributi previdenziali: ovvero i contribuiti INPS, che per gli artigiani e per i commercianti hanno un’aliquota del 22,65%, ulteriormente ribassata – con uno sconto del 35% – per coloro che aderiscono alla partita IVA a regime contributivo agevolato; da gennaio 2016 rappresentata dal regime forfettario.
  • Imposte: come ogni soggetto economico operante, la partita IVA comporta l’obbligo della dichiarazione dei redditi e del pagamente delle imposte. Irpef e IRAP nello specifico. Queste varieranno a seconda del reddito prodotto e dagli eventuali regimi speciali. Nel caso del regime forfettario, il 15% del reddito per cinque anni.