Partita IVA 2016

In questo articolo parliamo di partita IVA agevolata, forse la materia più scottante in questo momento – soprattutto a seguito della riforma entrata in vigore da gennaio 2016, che ha fortemente cambiato lo scenario in merito al regime forfettario della partita IVA. Vediamo dunque le principali modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2016.

Regime ordinario o agevolato

Come avveniva precedentemente alla riforma 2016, nel momento in cui si decide di aprire la partita IVA, è necessario decidere uno specifico regime contributivo. Quali sono le alternative per i titolari di una partita IVA? Ecco le due possibilità:

  • regime ordinario: che prevede una normale tassazione sui redditi, oltre a Irap e IVA; inclusa la possibilità di essere oggetto degli studi di settore;
  • regime forfettario: al di là delle varie semplificazione contabili e formali, il titolare che adotta il regime forfettario sarà esentato da Irpef, IRAP e IVA, venendo applicata un apposita imposizione alternativa.

A questo punto ti chiederai cosa succede alla partita IVA a regime dei minimi (il precedente regime agevolato): ebbene – come dicevamo in precedenza – a partire da gennaio 2016, le persone che decidono di munirsi di una partita IVA non potranno piú scegliere questo regime agevolato; sostituito completamente dal regime forfettario.

Requisiti per la partita IVA agevolata 2016

Quali sono i requisiti per poter scegliere un regime agevolato per le partite IVA 2016? Di seguito elenchiamo le condizioni imprescindibili che queste devono rispettare per poter rientrare nel regime forfettario:

  • ricavi o compensi inferiori ai limiti indicati della Legge di Stabilità 2016, variabili a seconda dello specifico codice Ateco;
  • spese per collaboratori e/o dipendenti inferiori ai a 5.000 euro lordi;
  • costi lordi d’ammortamento per beni strumentali inferiori ai 20.000 euro.

Tale elenco può essere proposto anche in negativo, ovvero quali sono gli individui che secondo la legge di Stabilità del 2016 non possono richiedere il regime forfettario? Ecco l’elenco:

  • chi beneficia di regimi speciali IVA o nel calcolo del reddito imbonibile;
  • chi non è residente, a meno che non ottenga oltre il 75% del reddito in Italia;
  • chi abbia come attività abituale la vendita di fabbricati, terreni edificabili, mezzi di trasporto non usati.

Partita IVA 2016: materia previdenziale per il regime forfettario

Quali sono le conseguenze con il regime forfettario in materia previdenziale? In pratica si stabilisce come i contributi INPS vengono calcolati sul reddito finale in modo forfettario, a seconda dei diversi criteri fiscali. Sono previste delle diversità poi a seconda della forma in cui viene svolta l’attività economica: ci riferiamo alla ditta individuale piuttosto che al lavoro autonomo.

Per quest’ultimi, quando si tratta di lavoratori autonomi che non iscritti a nessun albo professionali, i titolari di una partita IVA iscritta alla gestione separata Inps, l’aliquota è del 27,7 %. Nel caso delle ditte individuali invece è stata prevista la riduzione del 35% dei contributi minimi dovuti; questo per coloro che sono iscritti alla gestione Inps degli Artigiani e dei Commercianti.