Mettersi in proprio come lavoratore autonomo

Anche se i tempi sono quelli che sono, con una buona idea e tanta volontà, è sempre possibile mettersi in proprio. Certo, questo non vuol dire che non dovrai superare  delle difficoltà; a partire proprio dal momento della nascita della vostra attività.

Tra le prime scelte che compiere c’è quella che riguarda la tipologia del lavoro autonomo che vorrai intraprendere: con ciò non ci riferiamo al ramo d’attività, ma alla scelta della partita Iva o della collaborazione occasionale senza partita Iva. Vediamo per punti le possibilità a tua disposizione.

Lavoratore autonomo con partita Iva

Per prima cosa, parlando del lavoratore autonomo con partita Iva, è necessario ricordare che con quest’ultimo non ci stiamo riferendo all’imprenditore individiuale. Al contrario si tratta di due figure distinte, per le quali sono previste sostanziali differenze nella gestione delle posizioni providenziali e fiscali.

Una volta che abbia preso la decisione di aprire la partita Iva – a tal fine ti sarà necessario sapere quanto costa mantenere una partita Iva – la scelta di farlo come lavoratori autonomi o ditta individuale dipenderà dal tipo di attività svolta; indipendentemente che ti avvalga o meno di personale dipendente.

In generale possiamo dire che il ricorso alla partita Iva è obbligatorio quanto nell’attività svolta sono presenti i seguenti 4 requisiti essenziali:

  • abitualità
  • professionalità
  • continuità
  • coordinazione

Lavoro occasionale senza partita iva

Lavoratore autonomo occasionale senza partita Iva

Quello della prestazione occasionale è un mondo abbastanza complesso, anche se oggi giorno – a causa del cambiamento profondo sperimentato dal mondo del lavoro – molto diffuso tra coloro che decidono di mettersi in proprio. L’art. 2222 del codice civile stabilisce che il lavoratore autonomo occasionale è colui che si impegna a compiere un’opera o un servizio, dietro corrispettivo, senza per questo essere subordinato al datore di lavoro, ne tanto meno potendo essere coordinato da quest’ultimo.

Tali servizi compiuti dal lavoratore autonomo senza partita Iva possono essere compiuti, purche si rispettino determinate condizioni:

  • durata massima dell’attività verso lo stesso committente: 30 giorni nell’arco di un anno;
  • nel caso il compenso annuo lordo percepito dal lavoratore autonomo occasionale non supera i 4.800€, non bisogna presentare una dichiarazione dei redditi e il pagamento dell’Irpef avverrà mediante ritenuta d’acconto nel momento del pagamento;
  • qualora il compenso annuo lordo supera i 5.000€, sarà necessario iscriversi alla gestione seperata Inps – con il relativo versamento dei contribuiti previsti – oltre a dover presentare la dichiarazioni dei redditi.

Aprire una ditta individuale

Ultima opzione, alla luce anche di quanto detto in precedenza è quella di aprire una ditta individuale, il che implica necessariamente l’apertura della partita Iva e – successivamente, ma entro un periodo massimo di 30 giorni – l‘iscrizione al registro delle imprese. Entrambe le operazioni sono imprescendibili per poter avviare l’attività.